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CONTRO LA "POLITICA" DEL FANGO
di Roberto Menia

La pagina che mi riserva oggi il quotidiano “Il Giornale”, a firma di Fausto Biloslavo, è volgare e velenosa. E’ evidente che agirò per vie legali a tutela del mio onore e della mia reputazione. Credo che "Il Giornale" dovrebbe essere più cauto e lasciare perdere la politica del fango nei confronti dei presunti nemici interni. A differenza di altri, la casa in cui vivo l’ho acquistata a prezzo di mercato e ci sto pagando il mutuo. Sull’appartamento di Trieste lasciatomi in eredità dalla mamma di Almerigo Grilz, ogni cosa è chiara e alla luce del sole. Mi spiace solo dover mettere in piazza antiche cose e vecchi rancori. Almerigo era stato il capo del Fronte della Gioventù di Trieste. Io ne avevo preso il posto su sua indicazione. Per me restava il capo e l’amico del cuore. Quando Almerigo morì, da reporter, in Mozambico nel 1987, sua madre restò totalmente sola. Le stettero vicini in pochi: c’ero io, l’amico Fulvio Sluga, l’ex fidanzata di Almerigo.
La vecchia mamma ne rimase delusa com’era delusa dalle liti dell’ex mondo missino e dalla creazione di due associazioni a nome di Almerigo che sostenevano tesi contrapposte. Da una parte Biloslavo (socio di Almerigo Grilz nell’Albatross Press Agency), che allora aveva preso la tessera del Partito Socialista dopo aver militato nel FdG, ricordava con un’associazione il giornalista Almerigo, sostenendo che avesse rotto i ponti con il suo passato politico e che il MSI ne strumentalizzasse la memoria; per questo sua madre non volle mai consegnargli l’archivio personale di Almerigo che era a casa sua: tutto il resto della sua attività giornalistica era all’Albatross e, presumo, sia ancora nella disponibilità di Biloslavo. Dall’altra parte, io e tanti altri fondammo un circolo che voleva ricordare l’impegno politico di Almerigo ed il suo esempio, che ne faceva un giovane mito della destra. Personalmente, infatti, curai un libro che tutto ciò testimoniava: c’erano tra l’altro gli scritti ed i ricordi di Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri e Giorgio Almirante. La signora Laura sopravvisse al figlio per undici anni, sempre più sola. Gli ultimi due in una casa di riposo poiché non era più in grado di deambulare. Le stetti vicino perché le volevo bene. Lei mi considerava una sorta di figlio acquisito. Nel 1994, quattro anni e mezzo prima di morire, senza dirmelo, decise di lasciarmi il suo appartamento alla sua scomparsa. Non lo fece su un anonimo pezzo di carta, come lascia intendere il Giornale, ma lo fece davanti al notaio, dinnanzi al quale alla sua morte fu aperto il testamento. Confidò un tanto all’amico Fulvio Sluga, con l’intesa che non me l’avrebbe mai detto prima. Per rispetto a lei, quell’appartamento non l’ho mai venduto o affittato: ci ho fatto dormire saltuariamente parenti, amici, o ospiti, dopo averlo un po’ restaurato. Non credo sia reato né sia immorale. Le bollette scadute di acqua, luce e gas, a me intestate, stanno nella cassetta postale proprio perché non ci vive nessuno e nell’ultimo mese non ho avuto tempo e modo di passare per via Rossetti. L’archivio di Almerigo l’ho donato a Fulvio Sluga, che con me si era preso cura della signora Laura e trovavo ingiusto non avesse nulla in ricordo di Almerigo. Infine, tutto quanto è scritto sul Giornale a proposito di sede di An, mutui da pagare, sacrari da trasferire è falso. Chi afferma un tanto forse non sa che la sede di AN a Trieste fu comprata grazie ad autofinanziamento, da me lanciato e costruito con i contributi volontari miei e di tanti altri iscritti ad Alleanza Nazionale, partito al quale non aderirono e contro cui si posero proprio le tre persone che un tanto affermano. Nell’attuale sede, c’è ancora il vecchio sacrario dei caduti della RSI e degli infoibati, che io volli nonostante qualcuno mi consigliasse di non mettercelo perché “non in linea” con l’evoluzione di AN. Non c’erano mutui da pagare per la sede perché la parte mancante, rispetto a quanto raccolto con autofinanziamento, fu coperta dalla Direzione Nazionale di AN e la proprietà fu intestata all’Italimmobili, società immobiliare di riferimento del partito. Tutto chiaro, lucido, trasparente. Il resto è volgarità e fango.
Rinnovandole la mia stima, ringrazio il ministro Stefania Prestigiacomo per la solidarietà dimostrata nei miei confronti
Roma, 31 lug. (Apcom) - "Tutta la mia solidarietà a Roberto Menia per l'assurdo attacco subito oggi dal 'Giornale'". Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo prende, con una nota, le distanze dall'attacco che il quotidiano della famiglia Berlusconi lancia contro Menia. "Un altro finiano mette i parenti in una casa lasciata in eredità" titola a tutta pagina il giornale guidato da Vittorio Feltri. "Conosco Roberto come uomo di grandissimi principi e valori e di enorme generosità - scrive la Prestigiacomo -. Travisare una vicenda personale per farne strumento di attacco politico è cosa che lascia sconcertati e addolorati. Lavoriamo insieme al Governo da due anni ed ho avuto modo di apprezzarne fino in fondo il rigore morale e l'onestà intellettuale". "Pur venendo da una storia politica e da una militanza differente, Roberto Menia - conclude il ministro - non ha fatto mai mancare la sua piena lealtà al Governo ed al presidente Berlusconi".

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